Gazzetta di Parma -

Prandini (Coldiretti) e De Castro (Nomisma) «Finalmente gli agricoltori non sono più demonizzati dalla Commissione Ue»

Un cambio di passo netto. L’approccio della nuova Commissione europea nei confronti del settore agricolo segna una rottura con il passato recente. Ne è convinto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, intervenuto nel corso dell’evento «L’agricoltura europea e la sfida alla sostenibilità», nel contesto del Green Economy Festival di Parma. «Abbiamo assistito a una demonizzazione del comparto agricolo rispetto ai temi climatici. Laddove viene meno l’agricoltura, viene meno il territorio in cui viviamo», ha dichiarato il numero uno della principale associazione di rappresentanza del- l’agricoltura italiana, convinto che ci sia bisogno di una visione di carattere globale e non limitata ai ventisette paesi.

«Gli agricoltori sono la soluzione, non il problema – gli ha fatto eco Paolo De Castro, presidente del comitato scientifico Nomisma -. Con il nuovo commissario Hansen e il vicepresidente Fitto si ritorna a parlare di competitività, di capacità del settore di essere al pari con i principali concorrenti e di innovazione (grazie al nuovo documento di visione, ndr)». Tanti i temi toccati nel corso dell’incontro condotto da Nicola Saldutti, caporedattore Economia del Corriere della Sera, tra cui l’introduzione delle Tea (le tecniche di evoluzione assistita) e l’ombra dei dazi statunitensi. «Oggi l’amministrazione Trump se la sta prendendo con tutto il mondo, non solo con l’Europa – ha spiegato De Castro in merito alle misure intraprese dall’amministrazione Trump -. Confido che il risultato di queste scelte porti un tale impatto negativo sull’industria manifatturiera americana che quest’ultima dovrà inevitabilmente tornare a mediare». Su questo fronte, per Coldiretti la parola d’ordine è «reciprocità»: «Dobbiamo avere la stessa forza. Con le stesse regole, è giusto che ci sia un mercato di carattere globale».

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