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Prosciutto di Parma: la produzione è in calo ma aumenta l’export

Nel 2024 il Prosciutto di Parma ha subito un calo nella produzione di cosce fresche del 7,7%, con un aumento del fatturato sulle esportazioni del 5,3%. Sono alcuni numeri relativi alla situazione attuale di uno dei prodotti di punta del cuore della Food Valley. Oltre ai dati sulle vendite, una delle sfide più importanti del Consorzio riguarda la transizione ecologica, tema al centro di uno degli incontri del programma di ieri del «Green economy festival». Moderato dalla giornalista Valentina lorio, il dibattito si è concentrato sul software «Ssda», il nuovo tool realizzato insieme al Politecnico di Milano, che permette a tutte le aziende del Consorzio di monitorare il proprio impatto ambientale.

«La raccolta dati – ha spiegato Carlo Proserpio, del Politecnico di Milano- ha permesso di fare una radiografia degli impatti ambientali, definendo un benchmark da seguire».

Attualmente sono 30 le aziende del Consorzio che utilizzano il software, pari ad un quarto dell’intera produzione del Prosciutto di Parma. Importante anche il ruolo dell’ente Csqa, che ha scelto lo standard di partenza a cui fare riferimento per certificare la sostenibilità ambientale. La scelta è ricaduta sullo schema nazionale «Made green in Italy», sviluppato dal Ministero dell’ambiente. «C’è una proliferazione importante di standard – ha commentato Marco Omodei Salè, responsabile Innovazione e Sostenibilità di Csqa- e quindi scegliere lo schema corretto è il modo giusto per supportare un progetto come questo». Per quanto riguarda i dati sullo scorso anno del Consorzio, il calo del 7,7% nella produzione di cosce fresche è stato causato dalla scarsità di materie prime.
Positivi invece i numeri sul fatturato proveniente dalle esportazioni, in crescita e pari a 300 milioni di euro nel 2024. I principali paesi per l’export sono Francia, Germania e USA, ma i dazi americani adesso destano preoccupazione anche per il Prosciutto di Parma. «La situazione sui dazi – ha dichiarato Gaia Baiocchi, vicepresidente del Consorzio- è allarmante per tutti. Il sentimento che ci anima, e che deve animare anche un po’ tutti noi italiani, è quello della fiducia».

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